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Paura di essere

(di Paolo Testa)

 

Uno degli aspetti centrali è la paura

Paura di essere

Paura di sentire

Paura di provare emozioni

di toccare e con-tattare

Paura di invadere o di essere invasi

Paura che il nostro Sé possa venir invaso, portato via, violato

Paura di perdere ciò che abbiamo

Paura di non avere abbastanza

Paura di non valere

Paura di mostrarsi

Paura di essere visti

Paura di ciò che sta all’interno

Paura di ciò che sta all’esterno

Paura di essere vulnerabili

Paura di perdersi

Paura di essere vivi

Paura

Paura

Paura

Paura di vivere

Paura di esistere

Il bimbo interiore è ferito, è impaurito, schiacciato,

si aggrappa alle sue difese, diventa un supereroe, un perfetto, un pensatore, oppure un riccio.

Cresce e diventa un adulto convinto di essere sbagliato sporco, indegno.

Si convince di ospitare dentro di sé mostri e demoni, streghe e fantasmi.

Si aggrappa alla materia, alle ricchezze, alle forme esteriori,

alle esperienze intense o alle sicurezze esterne.

Tiene ben salda la maschera, tiene ben salda l’immagine che offre al mondo.

Ma nel profondo del suo Cuore palpitano la vita, la forza dell’amore

e lo spazio luminoso della libertà .

Nel profondo del suo Cuore è sempre presente la mente saggia, consapevole e spaziosa, come una guida preziosa e come un vero rifugio.

E allora a cosa serve la terapia?

A cosa serve l’incontro con l’altro?

A sperimentare le giuste condizioni, il supporto, il rispetto, il non giudizio, il contenimento, l’ascolto empatico che sono la legna per il fuoco della consapevolezza e della compassione che bruciano la sofferenza e aprono la porta all’espressione delle potenzialità, delle possibilità, delle ricchezze e risorse inaspettate.

A trovare quella dimensione sicura tra realtà e fantasia che permette di sperimentare nuove vie per ritornare ad essere ciò che realmente si è.

Nuove vie che si tracciano pian piano, man mano che proseguiamo lungo il cammino.

Perché, come tutti i sentieri, anche questo si traccia camminandoci sopra…

 

Che cosa fa il terapeuta?

Il terapeuta accompagna, sostiene, accoglie e qualche volta indica la via, ma lascia alla persona il compito di percorrerla.

Fiducioso nel sapere che le ricchezze e le scoperte si scoprono a volte inaspettatamente, lungo il sentiero, passo dopo passo, in accordo con la naturale legge della vita…

Certo, la strada non è semplice, a volte il cammino si fa impervio e difficoltoso, e prima di poter arrivare abbiamo da incontrarci con fantasmi e apparenze interiori, con le paure, con i mostri e con i demoni. Ed anche con tutta la spazzatura accumulata e che non è stata portata via.

Ma a questo serve chi ti aiuta: a ricordarti che sei sul sentiero e non sei da solo!

Perché oltre al terapeuta, ci sono, dentro di te, la saggezza interiore e non solo, vere e proprie forze di guarigione e crescita, come guide e alleati, pronti a sostenerti e proteggerti.

E allora, quello che hai da fare è farti alcune domande, per iniziare:

Sono pronto? Accetto il viaggio che va oltre la paura verso la vita?

Accetto di fidarmi e aprirmi per essere sempre più autonomo nel cammino?

E soprattutto, voglio correre il rischio di essere felice?

Voglio correre il rischio di cambiare le idee distorte e inefficaci che ho su me stesso ed iniziare a riconoscere le qualità  e potenzialità del mio essere ?