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Il Bimbo Naturale

(di Paolo Testa)

 

C’è una grande saggezza nel corpo… Fritz Perls lo diceva, Alexander Lowen e gli altri terapeuti psicocorporei lo dicevano, Milton Erickson lo sottolineava in ogni induzione ipnotica…Carl Rogers parlava di ricollegarsi al Sé organistico, al di là dei condizionamenti che limitano la naturale capacità

C’è una grande saggezza nel bimbo. Molti di noi passano anni a lottare, a non voler essere quel bimbo, a voler essere super adulti perfetti e imbattibili…Abbiamo allontanato noi stessi dalla saggezza del corpo e della natura intuizione, dalla creatività della parte di noi che sa giocare e crescere attraverso il gioco e la rappresentazione del mondo interno.

Anni fa sognai di essere in spalla al piccolo Paolino, mi teneva, io grande dubitavo ed ero assai preoccupato: “mi fa cadere…No!, non su quel muretto !” Ma il piccolo Paolino sa il fatto suo e mi riporta, scavalcando il muretto, sulla strada, la strada principale, là dove sono cresciuto… E’ stata un ‘illuminazione.

I bimbi giocano e imparano…“Cercate di essere seri così come i bimbi quando giocano”, diceva Nietzsche. Il pensiero creativo, il pensiero magico, la capacità di essere assorbiti in quello che si sta facendo, la possibilità di dimorare nella dimensione dell’essere, senza così tanta necessità di fare… Tutte queste potenzialità hanno la loro sorgente in quel luogo interiore che denominiamo ‘bimbo’…

Un bimbo sa amare, sa essere in pieno contatto con ciò che c’è, sa osservare e capire.

Un bimbo sa meditare, sa vivere l’esperienza in maniera diretta, a –concettuale.

Non pensa troppo ai doveri, ai limiti, ai programmi, a come devono essere o andare le cose.

Non spinge il fiume, né pensa di immergersi in esso: un bimbo è il fiume, è l’esistenza, non pensa, è…

Certo, ogni tanto ci vuole un adulto che lo riporti ai limiti, ai confini, che gli trasmetta il senso della responsabilità e dell’andare oltre ai bisogni narcisistici.

Ma è il bimbo quello che sa vedere il mondo con occhi diversi con ‘mente da principiante ’.

 E’ il bimbo che sa sognare e sa affidarsi, sa lasciarsi coinvolgere e toccare dalla vita.

Il bimbo qualche volta chiude la porta

A volte resta a guardare dalla finestra

A volte addirittura se ne va, quando pensa che qualcuno gli stia dicendo che quel gioco non va bene, quando pensa che qualcuno non lo possa capire, o quando si sente non rispettato.

Il bimbo sa esagerare e drammatizzare:

esorcizza fantasmi, caccia le streghe, crea mondi

e sa che anche questo è un gioco

e che ogni gioco è vero e non vero, allo stesso tempo…